Pelo lungo, pelo corto? Questione di geni

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Sonny vom Wellental di Francesca Antonucci. Foto di Claudia Bacchi.

Uno ha il pelo lungo l’altro corto: sono fratelli ma, a giudicare dal manto, sembrano solo lontani parenti. Cosa influenza la lunghezza del pelo dei pastori tedeschi? Perché da due genitori a pelo corto possono nascere cuccioli a pelo lungo? E quali sono le variabili che consentono si verifichi una simile eventualità? Le ragioni sono nelle leggi della genetica, precise quanto quelle della matematica.

Tutto scritto nel DNA
La lunghezza del pelo è una caratteristica scritta nel DNA, la molecola contenuta nel nucleo della cellula in cui sono presenti tutte le informazioni genetiche e da cui deriva la vita. Poiché il pastore tedesco è frutto della fusione di vari cani da pastore, alcuni a pelo corto, altri a pelo lungo è possibile che ancora oggi, nonostante siano passati più di cento anni da quando si iniziò a selezionare quella che sarebbe diventata la razza attuale, in cui prevale il pelo corto, nascano cani con l’una o con l’altra peculiarità. In realtà, fino al 2011 i pastori tedeschi a pelo lungo non erano ammessi in quanto predominava la scuola di pensiero secondo cui non fossero di razza pura. Oggi invece si è affermata l’idea che il pelo lungo sia solo una variante che non autorizza affatto a definire il pastore tedesco che lo possiede “meticcio”.
<<Il pelo lungo è comunque più raro del pelo corto perché, in base alle leggi di Mendel, si tratta di un carattere recessivo>> spiega il dottor Stefano Marelli, del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Milano. <<Ogni cane eredita dai genitori una coppia di alleli, ovvero di varianti di uno stesso gene, che trasmettono le caratteristiche del pelo. Gli alleli del pelo corto sono dominanti, cioè prevalgono su quelli del pelo lungo: questo significa che le probabilità che si imponga la combinazione genetica da cui dipende il pelo corto sono maggiori. Va detto che la trasmissione della lunghezza del pelo non si può indovinare semplicemente osservando la coppia di genitori, perché è possibile che un pastore tedesco a pelo corto sia portatore di pelo lungo e che dunque, accoppiandosi con un individuo con la stessa caratteristica generi inaspettatamente qualche cucciolo a pelo lungo>>. La ragione di questo “inganno” si spiega con alcuni dei fondamenti della genetica e, più di preciso, con la distinzione tra fenotipo e genotipo. Il fenotipo è l’insieme delle caratteristiche genetiche visibili, mentre il genotipo è l’insieme di tutte le informazioni genetiche di un individuo, comprese quelle che non si sono evidenziate, ma che possono essere trasmesse alla prole e, attraverso essa, alle generazioni successive.

Le combinazioni possibili
Per convenzione il gene del pelo corto, dominante, viene chiamato L (maiuscola), il gene del pelo lungo, recessivo, è definito l (minuscola). La coppia di alleli (varianti di uno stesso gene) che un soggetto può dunque ereditare può essere quindi così formata:
L (pelo corto) e l (pelo lungo): soggetto a pelo corto ma portatore dell’allele per il pelo lungo
L (pelo corto) e L (pelo corto): soggetto a pelo corto
l (pelo lungo) e l (pelo lungo): soggetto a pelo lungo
Dall’accoppiamento di due cani con alleli LL nasceranno solo cani a pelo corto.
Dall’accoppiamento di due cani con alleli ll nasceranno solo cani a pelo lungo.
Dall’accoppiamento di un cane ll con un cane LL nasceranno cuccioli a pelo corto, ma portatori di pelo lungo, cioè geneticamente Ll.
Dall’accoppiamento di due cani Ll nasceranno cani per la maggior parte a pelo corto, ma molti di essi saranno portatori di pelo lungo, cioè Ll mentre solo alcuni saranno a pelo lungo ll.
Ma le leggi della genetica permettono di essere ancora più precisi in relazione a questo particolare accoppiamento:
Una femmina a pelo corto Ll, quindi portatrice di pelo lungo, e un maschio a pelo corto Ll, anch’esso portatore di pelo lungo, genereranno:
il 25% di figli a pelo corto LL,
il 50% di figli a pelo corto Ll (portatori di pelo lungo),
il 25% di figli a pelo lungo ll.

Il test per capire prima
I grandi passi avanti compiuti dalla ricerca nell’ambito della genetica molecolare, hanno permesso di mettere a punto test del DNA in grado di stabilire se un pastore tedesco a pelo corto è portatore del gene del pelo lungo, cioè se il suo genotipo è LL o Ll. <<Una simile possibilità può essere utilizzata dagli allevatori, nel caso in cui abbiano la necessità di sapere in anticipo se vi sono probabilità che in una cucciolata vi siano soggetti a pelo lungo>> sottolinea Marelli. Per effettuare l’esame è sufficiente prelevare un campione biologico (sangue, saliva o pelo) del pastore tedesco. Il gene che codifica la lunghezza del pelo, quindi da ricercare, è l’FGF5. E’ possibile eseguire il test direttamente presso alcuni laboratori accreditati ENCI (Ente Nazionale della Cinofilia Italiana) per il deposito dei campioni biologici e il costo del test è di circa 50.00 €.

SAPEVATE CHE…
Le conoscenze in ambito genetico di cui oggi si dispone avrebbero consentito di selezionare in un arco di tempo relativamente breve solo pastori tedeschi a pelo corto (LL). Però non sarebbe stata una buona idea, perché eliminando l’allele del pelo lungo (l) dopo poche generazioni si sarebbero ottenuti soggetti con un pelo aderente e compatto, non più dunque appariscente e voluminoso come quello che rende così apprezzabile la razza. Ecco allora che per ragioni estetiche si sono sempre utilizzati riproduttori Ll, cioè portatori sia di pelo corto sia di pelo lungo. Una scelta più che corretta, a garanzia della bellezza del mantello.

Da dove nasce
Il selezionatore del pastore tedesco attuale fu il capitano di cavalleria Friedrich Emil Max Von Stephanitz, verso la fine dell’Ottocento. Il suo obiettivo era quello di ottenere un cane da lavoro, resistente e con buona attitudine a essere addestrato. Per perseguire il suo scopo ricorse ad alcuni ceppi di cani da pastore che vivevano in varie regioni tedesche. Le due tipologie principali usate dal militare furono il pastore del Baden-Württemberg, regione confinante con l’Alsazia, di taglia medio-grande e di pelo lungo di colore nero-focato e il pastore della Turingia, un po’ più piccolo, col pelo corto grigio, più deciso e più agile. Numerosi incroci tra queste e altre varietà consentirono, intorno alla fine del XIX secolo, di codificare la nuova razza, portando nel 1899 alla fondazione, nel 1899, del primo club, lo DeutscheSchäferhundeVerein. Il primo standard fu formalizzato nel 1901. Lo standard attuale, per quanto riguarda il pelo, indica che può essere di due varianti: Stockhaar, duro e compatto, il più fitto possibile e ben aderente; Langstockhaar, lungo e compatto, morbido e non strettamente aderente, con frange agli orecchi e agli arti, folte culottes e coda con frange nella parte inferiore.

Consulenza del professor Michele Polli, docente di Genetica del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università degli studi di Milano.

Professor Michele Polli docente di Genetica del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Milano.

 

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Laura De Laurentis
Giornalista esperta di salute e psicologia. Da anni collabora con le maggiori case editrici, come Rizzoli, Universo, Gruner+Jahr/Mondadori. E’ autrice di numerosi manuali.