L’Associazione italiana Professionisti cinofili incontra il Comune di Milano sul collare per Fido in città

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A passeggio in città

Un altro passo avanti verso una convivenza serena e responsabile con Fido in città. In cerca di soluzioni efficaci che non facciano da stampella ad estremismi e a soluzioni emotive.

Ieri, 03 marzo, i rappresentanti dell’AIPC (Associazione Italiana Professionisti Cinofili) hanno incontrato Lorenzo Lipparini, assessore a Partecipazione, Cittadinanza attiva e Open data al Comune di Milano. L’incontro è stato organizzato dalla Confederazione Cittadinanza Consapevole con cui l’AIPC fa rete per affrontare svariate tematiche per la comunità milanese.

Il nuovo regolamento da rivedere
Uno degli obiettivi era quello di di rivedere soprattutto il comma b dell’articolo 8 della delibera del Comune di Milano in tema di benessere e tutela degli animali. Ne ricordiamo il testo: “è vietato l’utilizzo del collare a strozzo, detto anche a scorrimento completo, fatta salva la necessità di utilizzo nei casi di adempimento di un dovere (per es. forze dell’ordine, soccorso) o per ragioni di sicurezza o tutela dell’incolumità pubblica o in caso di necessità. Il divieto di utilizzo del collare a strozzo, con le deroghe previste, si applica trascorso un periodo di 6 mesi dall’entrata in vigore del presente regolamento”. Questo comma ha scatenato a suo tempo gli entusiasmi dei cinofili favorevoli al collare ma anche di quelli contrari, che si intestavano la paternità di un successo esclusivo: secondo i primi il collare è consentito, per i secondi è vietato. Era evidente la confusione che questo comma generava. Il presidente dell’AIPC, Enrico Alessi, ci spiega come è andata.

Lorenzo Lipparini, assessore a Partecipazione, Cittadinanza attiva e Open data al Comune di Milano.

Chi può usare il collare chi no
“Durante la seduta abbiamo riproposto una lettura del nuovo regolamento del comune di Milano, ormai emendato ma in alcuni punti lacunosi, in particolare sull’utilizzo del collare a scorrimento come dispositivo di sicurezza” spiega Alessi. “A tal proposito abbiamo fatto presente che per come è stato emesso il regolamento si rischia di generare troppa confusione perché non si capisce chi o come possa decidere se lo strumento possa essere utilizzato o meno.
Abbiamo fatto presente che le vie utili sono:
– togliere totalmente il divieto,
– creare un registro comunale di addestratori/istruttori che possano prendersi la responsabilità di valutare chi deve utilizzare lo strumento e chi no (avviene già in altro comune d’Italia).
Abbiamo anche chiesto, nel caso si valutasse la seconda opzione, di partecipare alla stesura dei requisiti di accesso all’iscrizione del registro, per evitare che anche chi non ha reali competenze possa venir inserito.

Enrico Alessi, presidente dell’AIPC (Associazione Italiana Professionisti Cinofili)

Patentino tra teoria e pratica
“Per quello che riguarda il discorso patentino, abbiamo fatto presente che non può un percorso esclusivamente teorico aiutare le persone a conoscere e comprendere il proprio cane, quindi ci siamo fatti portavoce di una soluzione per noi interessante: il comune individui degli spazi da destinare all’educazione cinofila, spazi nei quali verranno organizzati degli incontri teorico/pratici per migliorare rapporto e conoscenza dei cani; ovviamente questi incontri saranno a titolo gratuito per i cittadini che vorranno parteciparvi.
Anche in questo caso i formatori dovranno essere presi dall’eventuale registro che abbiamo chiesto di istituire.
Al termine dell’incontro, risultato molto produttivo, ci è stato riferito che, alla prima occasione disponibile (probabilmente prima del periodo estivo), si potrebbe prevedere di implementare il nuovo regolamento con le migliorie proposte e che ci terranno aggiornati per organizzare e pianificare gli eventuali incontri formativi nelle aree individuate e destinate alle attività proposte. Ringraziamo naturalmente la Confederazione Cittadinanza Consapevole per l’aiuto che ci ha offerto”.

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